Il bambino con gli occhi di porcellana

Il bambino con gli occhi di porcellana Book Cover Il bambino con gli occhi di porcellana
Cristian Rossi
Horror
Lettere Animate
17 Dicembre 2015
eBook
94

Un paese di montagna. Una nuova famiglia scappata dalla città: i Marconi.
Durante un festa di paese il bambino dei Marconi viene rapito, ma nessuno dei compaesani sembra provare dispiacere. Nicola, il Padre, si vede costretto, visto lo scarso aiuto della polizia, a cercare da solo il proprio figlio, mentre Marisa, la madre, sopraffatta dal peso di un grande segreto e dal forte dolore, cade in depressione ed è totalmente incapace di
reagire.

Per Nicola da questo momento inizia un incubo; una serie di biglietti, un bambolotto e un occhio azzurro lo perseguiteranno finché farà un’amara scoperta: suo figlio Jonathan è stato rapito da una setta che vuole sacrificarlo per ottenere la Purezza Eterna.

Seguendo uno degli adepti, l’uomo riuscirà ad entrare nella basilica sconsacrata dove si tiene la cerimonia che la setta definisce di Santificazione e ne assisterà allo svolgimento tra il dolore e la disperazione.

Riuscirà Nicola a salvare suo figlio e la sua famiglia?

Il bambino con gli occhi di porcellana è un horror che benchè si rifaccia ad argomenti molto sfruttati nella letteratura del genere a cui appartiene, è comunque ben congegnato e capace di mantenere alta l’attenzione del lettore.

Innanzitutto la copertina in sè per sè cattura fortemente l’attenzione grazie al suo richiamo a tematiche o soggetti del terrore classici e intramontabili che si rivelano ancora di grande effetto quando si sa come raccontarli. La bambola di porcellana difatti, è un prototipo dell’horror poichè la sua immagine statica di un corpo inanimato con due occhi grandi, profondi e vivi che sembrano fissarti e con un ghigno spesso dipinto sul volto, è qualcosa che rimane impressa nella mente di chi la osserva e che scatena le fantasie più macabre nell’immaginario collettivo umano.

In questo caso l’autore delinea una trama semplice eppure contorta e avvincente, basata sulla correlazione esoterica esistente tra una bambola di porcellana e gli atti compiuti dagli adepti di una setta detta “setta dell’occhio azzurro” che nella loro superstizione e ignoranza, danno vita a folli teorie che li portano a credere di agire per il bene dell’umanità. Compiono da tempo ingiusti sacrifici umani convinti che attraverso essi possa reincarnarsi il bene o Dio e nonostante questi in fondo non siano spunti del tutto originali, sono raccontati in maniera talmente efficace e attraverso uno stile ipnotico, da far sentire il lettore catapultato dentro la storia come se la stesse vivendo di persona. Si vivono così le emozioni vissute da Nicola e da Marisa per la scomparsa del loro figlioletto e ci si gode in appieno una sequenza dopo l’altra, con la curiosità di sapere come andrà a finire.

L’autore è abile a creare e trasmettere tensione, il suo stile narrativo è cupo e inquietante e grazie a degli stacchi tra una scena e l’altra che avvengono spesso proprio quando si è sull’orlo di una scoperta importante e raccapricciante, alterna momenti tranquilli con altri misteriosi e terrificanti che molto devono in fondo alle sinistre ambientazioni scelte e descritte o all’esplorazione dei protagonisti che avvengono al buio o nei silenzi più allarmanti come accadeva nei migliori horror di epoca. 

L’autore inoltre, approfondisce con eleganza gli aspetti più crudi della storia e dosa con cura le rivelazioni di ogni suo mistero (personalmente posso dire che l’approfondimento che mi è piaciuto di più leggere per il modo in cui è narrato, è stato proprio quello in cui Alba – amica di Marisa – inizia a leggere su un vecchio e grosso libro, notizie sulla nascita della “setta dell’occhio azzurro”) anche se personalmente avrei gradito qualche approfondimento in più su alcuni personaggi, su alcune situazioni e anche qualche colpo di scena serio poichè spesso, da libri come questi, ci si aspetta che un personaggio buono riveli solo nel gran finale di essere cattivo o viceversa, pertanto non nego di essermi aspettata che si scoprisse da un momento all’altro che Don Fabio fosse uno dei sacerdoti appartenenti alla setta, ma invece i buoni rimangono buoni e i cattivi, cattivi. Un piccolo colpo di scena in verità c’è solo in riguardo alla sorella di Alba, ma siccome è sin dall’inizio un personaggio un po’ ambiguo e poco approfondito, l’effetto che ne deriva è minimo e forse un po’ prevedibile.

Il gran finale in ogni caso c’è e offre una buona dose di tensione e di pathos rendendosi non veramente scontato grazie all’intervento inaspettato e “provvidenziale” di alcuni lupi (che la benevolenza dimostrata in una scena da Nicola nei confronti di una di queste creature gli abbia generato un karma positivo? Non è molto chiaro, ma forse l’autore lascia tale “dettaglio” semplicemente all’immaginazione del lettore).

Cristian Rossi è una buona penna, il suo lessico è maturo e raffinato, ma al contempo fluido e ricco di accattivanti elaborazioni e questa sua ultima opera si legge tutta d’un fiato poichè intriga, affascina e tiene con il fiato sospeso senza mai annoiare.

 

stelle4