Facemmo l’amore una notte di Maggio

Facemmo l'amore una notte di Maggio Book Cover Facemmo l'amore una notte di Maggio
Domenico Andrea Schiuma
Narrativa generale
Lettere Animate
20 Marzo 2015
eBook \ Cartaceo
147

Nicola Mastrogiovanni vive un'infanzia difficile. La piccola casa in cui abita si trova in un condominio in cui la convivenza con i vicini è piuttosto difficile. La madre, Rosalba, è una donna dal carattere piuttosto docile e remissivo. Simone, il padre, è un operaio dal temperamento estremamente duro e maltratta la moglie. A causa del clima che si respira in casa, Nicola Mastrogiovanni non riesce a creare rapporti di amicizia con gli altri bambini che conosce. Quando frequenta la seconda elementare, il padre, frustrato dalla perdita del lavoro, dalla casa-bettola in cui vive e dall'amore ormai svanito per la moglie, scappa. La madre vive un periodo durissimo e Nicola sente il dovere morale di aiutarla. Rosalba apre una tabaccheria. Nicola, studente non molto brillante, quando può va ad aiutarla. Al termine degli studi superiori, Nicola inizia a lavorare a tempo pieno nella tabaccheria. Nel frattempo, ha sviluppato con la madre un rapporto di complicità malato, quasi maniacale, che gli impedisce di aprirsi alle altre persone. Eppure, a Nicola piace ascoltare quello che le altre persone si dicono. Questo è il suo vizio. Origlia le conversazione degli altri, in tabaccheria, fuori dal negozio, anche quando sta semplicemente passeggiando con la madre.
Ben presto, Rosalba si ammala e muore. Nicola è ormai adulto, ma per lui il dolore per questa perdita è fortissimo. A un mese e mezzo dal decesso, non riuscendo a distrarsi dalla sofferenza per la madre, prende una decisione radicale: chiude la tabaccheria per un mese e parte. Destinazione: l'ultima fermata del primo treno. Nicola arriva così a Bari. Il primo giorno, sfogliando un giornale locale, legge un articolo riguardante un uomo scomparso da un paesino della provincia.
Nicola esplorerà la città, scoprendone gli angoli più belli e interessanti. Ma non perderà il vizio di origliare le conversazione delle altre persone.

Devo essere sincera, non impazzisco per la narrativa generale, la trovo pesante e poco romanzesca, iperdettagliata e noiosa, ma questo libro si lascia leggere senza difficoltà perchè ha uno stile che attira e incuriosisce. A volte si rende ironico e altre malinconico ma la storia è interessante sebbene racconti dei fatti talvolta strani e abbia un protagonista altrettanto eccentrico che seppur bravo figlio di famiglia, ha il vizio di origliare le conversazioni altrui, ma forse per “giustificarlo” in qualche modo, basta comprendere che siano stati l’abbandono del padre e il successivo attaccamento morboso alla madre a forgiare la sua crescita formando la sua personalità fuori dagli schemi.

La storia perciò è a tratti introspettiva perchè offre un intrigante quadretto variegato, ma comunque sempre un po’ contorto della psicologia umana che fa riflettere molto soprattutto quando affronta determinati temi come la solitudine, il trauma della morte di una persona cara, l’abbandono improvviso del tetto coniugale, il conseguente dissesto famigliare e poi finalmente l’amore.

Alcuni virtuosismi narrativi mi hanno ricordato “Marcovaldo” di Calvino.

Il romanzo gode di una proprietà di linguaggio davvero eccellente e zelante e lo stile narrativo si rivela accurato e meticoloso in ogni descrizione di fatti, eventi, sentimenti e ambientazioni, forse pure un po’ troppo per i miei gusti direi, ma si tratta di un’opera molto particolare e certamente degna di attenzione.

 

stelle4