Il salvatore di anime

Il salvatore di anime Book Cover Il salvatore di anime
Giulia Baroni
Fantascienza \ Distopico
Lettere Animate
6 Maggio 2015
eBook
310

L’intera vicenda si svolge a Silice, il cui cuore finanziario e politico pulsa nei grattacieli che sorgono al centro della megalopoli. Intorno al quartiere extralusso nel quale si decidono le sorti della società, si sviluppano le zone residenziali che diventano più modeste man mano ci si avvicina alle grandi mura di cinta che dividono la “Silice bene” dai bassifondi. Ed è proprio lì, nella zona più povera della megalopoli, che si trova la protagonista della storia: Moona. Moona viene messa al mondo dalla madre Angela nella prestigiosa clinica dell’Equa Provvidenza di Silice. A destabilizzare la serenità della famiglia è però la scoperta di una singolare capacità di Moona: quella di vedere dentro i corpi delle persone individuandone patologie e malformazioni interne. Questa sua peculiarità rischia di farla condannare per il reato di “diversità”, relegandola ai bassifondi che si sviluppano fuori dalle mura di cinta, dove vengono mandati non solo i criminali della megalopoli ma anche tutti coloro che vengono riconosciuti come “diversi”(siano essi licantropi, vampiri, streghe o creature deformi). Moona riesce però a sfruttare la sua “seconda vista” diventando un bravo medico e una ricercatrice nella clinica di Silice senza che nessuno sospetti della sua condizione, ma dopo la morte di entrambi i genitori il suo segreto viene a galla e in breve la ragazza viene condannata all’esilio...

Quando ho iniziato a leggere questo romanzo, sono stata subito rapita dal personaggio di Moona e dalla sua storia drammatica.  I primi capitoli confesso che mi hanno addirittura fatto scendere qualche lacrima (quando si parla della malattia grave della madre di Moona e di come viene scoperta). Andando avanti con la storia, i toni sono diventati sempre più mesti e malinconici finchè il tutto non ha preso una piega diversa da quella che mi aspettavo e che confesso che un po’ mi ha spiazzata.

Dato il dono psichico di Moona che a me per la verità tutto sembrava fuorchè dannoso o negativo, pensavo che la trama si sarebbe concentrata ampiamente sui buoni frutti che avrebbe potuto offrire con il tempo questo suo dono, insomma pensavo che l’autrice avrebbe condensato l’argomento delle malattie e della loro guarigione, dei poteri psichici o extrasensoriali e delle ricerche scientifiche, a sfumature fantasy inedite che avrebbero illustrato il mondo dei diversi e dei diseredati da un punto di vista inconsueto e positivo, ma non è stato così. Mi sono ritrovata davanti a una storia molto amara, cruda e sempre più tragica seppur molto originale e simbolica.

L’autrice sceglie la tematica del vampirismo, della licantropia e di altre forme di diversità senza risultare mai banale. Infatti la sua non è una storia classica di vampiri e licantropi, ma è una vera e propria parabola sulla diversità, sui pregiudizi, sui mali dell’umanità e in fondo anche sull’aldilà. E’ molto interessante il parallelo che espone tra i “quartieri alti” di Silice e tra il ghetto dove vengono condannati a vivere dei “freaks” in una condizione di estrema sofferenza, tormento interiore, terrore ed emarginazione.

Giulia Baroni sa donare affascinanti sfumature dark a questo loro mondo corrotto, sporco e violento, ma al contempo riesce a dipingerlo con sfumature candide grazie al personaggio di Leon (quello che ho amato di più nella storia) che ho presentito sin dall’inizio nascondere un segreto molto importante e che nonostante la sua ambiguità e la sua condizione di angelo caduto, sa offrire speranza, tolleranza, altruismo e… amore.

La trama, ricca di colpi di scena è avvincente, tutt’altro che scontata ed è priva di stereotipi (pregio oggigiorno molto raro da trovare in un romanzo), ma personalmente l’ho trovata talvolta appesantita da una narrazione non sempre fluida e dall’inserimento di scene – sempre secondo la mia opinione – non veramente necessarie o non sempre accattivanti (ho tollerato con fatica tutte le sfumature da Epic Fantasy in tema di guerra e combattimenti perchè dopo un po’, in genere finiscono con il causarmi un calo di interesse), inoltre, talvolta il ponte emotivo tra la narrazione e la lettura mi è venuto a mancare poichè il rapporto sempre un po’ dubbio tra Moona e Leon non mi ha fatto palpitare il cuore fino in fondo (in verità perchè avevo aspettative a riguardo che non coincidevano con le intenzioni dell’autrice).

Comunque è in definitiva un buon romanzo che barcollando tra spunti fantastico-drammatici e forse tipici di un distopico, è in grado di attirare in particolar modo l’interesse di chi ama le storie diverse dalle solite.

Il lessico dell’autrice è discretamente ricco ed elaborato e il suo stile narrativo trascinante. Mi ha colpito molto l’epilogo che si è orientato verso il riscatto delle anime e verso dei risvolti dolci-amari che mai mi sarei aspettata e del quale ho apprezzato ogni figura e scelta emblematica. E poi, mi è piaciuta molto anche la ricostruzione del regno degli angeli e dell’opportunità che viene concessa a chiunque di redimersi e di ribaltare una condizione da angelo caduto ad angelo del paradiso o viceversa (apprezzabile poi il tributo inserito nella trama alla figura del noto arcangelo Gabriele).

L’autrice denota una grande sensibilità grazie a tutte le tematiche che ha coraggiosamente scelto di trattare amalgamandole in un unico scenario che narrando della differenza tra le tenebre e la luce e narrando di un atipico scontro tra le forze del bene e del male, lascia riflettere sul fatto che ognuno di noi in fondo, possiede un lato puro e un lato dark capace di invertire la polarità della sua natura (buona \ cattiva) in base alle esperienze cui la vita terrena ci pone forgiando la nostra visione delle cose e del mondo.

Molto suggestiva e di effetto inoltre la copertina che racchiude in un’immagine il punto chiave della storia.

 

stelle4