Io che ho amato solo te

Io che ho amato solo te Book Cover Io che ho amato solo te
Silvia Maira
Rosa
26 Novembre 2016
eBook \ Cartaceo
118

Irene è una giovane ragazza siciliana prossima alle nozze. Il suo futuro marito, Giorgio, lavora sulle navi da crociera e si trova spesso lontano da lei. Tuttavia il loro è un amore forte e solido. Irene lo ha conosciuto all’università per caso e da quel momento non si sono più divisi. La vita però è imprevedibile e proprio quando meno se l’aspetta, Irene tornerà faccia a faccia con il suo passato. Dopo tredici anni, rivede Marco. Le sue sicurezze cominciano a vacillare, perché Marco non è l’uomo che l’ha sedotta e abbandonata, facendola soffrire, ma è un uomo che l’ha amata alla follia e che è stato costretto a lasciarla, a fuggire da lei e a non farsi più trovare.
Nell’atmosfera accogliente e festosa del periodo natalizio, i due non potranno fare a meno di vedersi, seppur di nascosto da tutti, esattamente come tredici anni prima, e di fare un bilancio della loro vita.

“Io che ho amato solo te”, è un delizioso romance a tinte young adult che ha per soggetto l’amore idealista, quello eterno che lega due persone che sono state costrette a separarsi ma che nulla riesce a spezzare, nè il trascorrere di interi anni lontani nè l’acquisizione di nuove esperienze che seppur positive, non sono forti abbastanza da prevalere sui ricordi.

La protagonista in questo caso è Irene e la sua storia si inizia a leggere e conoscere quando è già una donna in carriera in procinto di sposare Giorgio, un uomo che ha incontrato all’università e che nonostante sia spesso lontano da lei per lavoro, come fidanzato l’ha sempre trattata bene e fatta sentire sicura e amata. La loro relazione sembra procedere a gonfie vele finchè nella vita di lei, non compare un fantasma del passato che sconvolge il suo equilibrio interiore e che demolisce ogni sua certezza e convinzione. Questo fantasma ha il nome di Marco Savarino ed è l’uomo che ha lasciato un marchio indelebile nel suo cuore, l’uomo che ha fatto nascere in lei i primi veri impulsi e desideri sessuali, l’uomo che l’ha resa donna ma soprattutto l’uomo che non ha avuto timore di dirle che l’amava nonostante la loro relazione fosse considerata amorale e scandalosa poichè in fondo, lui era il suo professore, un uomo già maturo, mentre lei una sua studentessa, una ragazza ancora minorenne.

Ed è proprio quando viene dato spazio al backstage di questa storia d’amore intrisa di amarezza e di dolorosa nostalgia che la narrazione si sdoppia e dal presente, fa un ampio tuffo nel passato per poi ritornare al presente accennando al futuro attraverso un epilogo molto romantico in sintonia con i propositi basici della trama in fondo.

Irene, mentre lotta contro se stessa per capire come e con chi sia veramente giusto vivere l’amore e far sbocciare la propria femminilità, è il prototipo di donna moderna che spesso non riesce a ritagliarsi un angolo di felicità proprio a causa delle sue incertezze e insicurezze, perciò il suo personaggio appare fin troppo reale e non è per nulla difficile immedesimarsi in lei. A differenza di molte tuttavia, che in momenti di confusione cedono e scelgono di ferire se stesse piuttosto che un”buon lui di turno”, Irene non è disposta a pagare un simile prezzo. Pur avendo anche lei dei tentennamenti e momenti in cui si lascia un po’ andare con il premuroso Fausto (il ragazzo con il quale prova a instaurare un rapporto serio durante il periodo della sua tarda adolescenza), rimane fedele ai propri sentimenti e decide coraggiosamente di non reprimerli più ma di viverli fino in fondo con il suo amato professore che pure s’innamora di lei nel più dolce e riguardoso dei modi.

Irene vuole che sia con lui la sua “prima volta”, ma non si tratta di un capriccio o di una semplice infatuazione per nessuno dei due. Marco stesso inizialmente nutre dei dubbi sulla profondità dei sentimenti di lei nei suoi riguardi, dubbi che tuttavia Irene fuga facendogli comprendere che ha aspettato fino ad allora per fare l’amore, perchè è solo con lui che desidera stare, anche se purtroppo però, le circostanze fin troppo avverse e controverse, li dividono.

In questo caso a far da cattivi sono i genitori di lei, insensibili, autoritari e un po’ all’antica che credono ancora allo stereotipo dell’uomo più grande che si approfitta della liceale come se a diciassette anni le ragazze non siano consce della propria sessualità o non siano capaci d’intendere e volere o ancora peggio di provocare gli uomini che destano il loro interesse come in fondo arriva a fare Irene, seppur con classe, con il professore. E’ lei infatti a esporsi a lui, a fare il primo passo e a vincere a dispetto di ogni suo timore e di ogni preconcetto o convenzione sociale. Tuttavia, il prezzo che poi entrambi dovranno pagare per pochi, ma preziosi momenti di felicità, è molto alto. Lei è vittima della peggiore tragedia cui possa esser vittima una donna che desidera solo rimanere al fianco dell’uomo che ama e magari avere presto una famiglia con lui e lui, viene denunciato dal padre di lei perdendo ogni cosa: il lavoro, una buona reputazione pubblica e la possibilità di stare con la donna che ama.

Eppure non tutto è perduto come sembra perchè l’autrice decide di donare a entrambi un’altra possibilità e li fa incontrare molto tempo dopo, in circostanze in cui una relazione tra loro non avrebbe più potuto essere ostacolata dalla legge…

Forse nel romanzo andavano approfonditi maggiormente il come e il perchè il professore s’innamora perdutamente di Irene intercalandosi in un mondo molto diverso dal suo (quello degli amori adolescenziali) ma il tutto appare comunque coerente, poichè Marco in fondo, come personaggio si presenta come un eterno adolescente, romantico e sognatore, dolce e premuroso, che mai userebbe le donne e che rivela di saper provare sentimenti profondi, sinceri e duraturi anzichè semplici infatuazioni.

La trama per quanto semplice e assai lineare, è ben sviluppata e ricca di momenti appassionanti che raccontano e descrivono l’amore con delicatezza, sensibilità, sensualità e un pizzico di poesia. Di essa conquista il suo retrogusto dolce-amaro e accende un’innocua nostalgia sui ricordi di quegli amori mitici e un po’ platonici che forse un po’ tutte le donne hanno provato in maniera conscia o inconscia che sia, per i loro professori più carismatici, durante gli anni del liceo. Pertanto questo, non è solo un romance che ci regala una favola-parabola sull’amore eterno che non dovrebbe mai essere represso poichè causa solo di infelicità, frustrazione e conflitti interiori, ma è anche uno spaccato sul coraggio di essere se stessi e di prendere coscienza di quello che si desidera veramente, sugli amori proibiti e sui tabù della società. Ma si sa che chi la dura la vince ed è proprio questo il messaggio che lascia il romanzo: lottare per quello che si vuole rimanendo fedeli a se stessi.

Buono il lessico dell’autrice, sempre curato ed elegante che delinea una narrazione fluida e piacevole, mai noiosa.

Una lettura in definitiva coinvolgente e leggera, ma non frivola poichè affronta tematiche importanti e attuali, donando speranza con i suoi chiari accenni alle seconde possibilità in amore anche quando tutto sembra perduto o immutabile.

 

 

2 thoughts on “Io che ho amato solo te

  1. Ciao Lina. grazie per questa tua recensione e per avermi fatto sapere il tuo parere, come sempre attento alle tematiche principali e approfondito.
    Gradita sorpresa!

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