Regalami un sorriso

Regalami un sorriso Book Cover Regalami un sorriso
Digital Emotions
Antonella Maggio
Narrativa contemporanea \ Rosa
Butterfly Edizioni
6 Giugno 2016
eBook \ Cartaceo
237

Spesso ci si nasconde dietro a una maschera oppure a un sorriso…

Virginia Collins ha ventisette anni, non crede nei sogni che si avverano ma ogni giorno indossa il naso rosso di spugna e si fa chiamare (S)Miley perché ama i bambini e vive per loro, regalando sorrisi e attimi di spensieratezza grazie alla Clownterapia che esercita in un ospedale pediatrico di Londra.
Nick Lloyd è un ragazzo padre, vive unicamente per suo figlio Nathan e per lui ha rinunciato a tutto, anche al suo sogno: il teatro. Le donne sono solo un passatempo, da tenere distanti, le colleziona e David, il suo migliore amico e socio in affari, sembra portare il conto e istigarlo a darsi da fare.
Nathan, ribelle e scontroso, viene costretto a rapportarsi con i bambini meno fortunati di lui che soggiornano in ospedale. Il cambiamento improvviso di suo figlio non passa inosservato a Nick, che è curioso di conoscere la ragazza che è riuscita a ridargli il sorriso...

I sorrisi sono contagiosi e causano felicità, predispongono all’amore e l’amore è sempre il protagonista indiscusso delle nostre vite, anche quando crediamo di esserne allergici.

Romanzo carino, in apparenza (o da come lascia immaginare la copertina) incentrato solo sul tema della clownterapia ma che in verità, tratta e delinea con un certo spessore anche altri argomenti come le ferite dell’anima, i traumi interiori inconfessati, la frustrazione per il timore di non poter mai diventare madre, i rapporti sbagliati e la paura di amare e di soffrire ed essere delusi di nuovo.

La trama gode di una doppia narrazione che illustra i punti di vista dei due protagonisti, Ginny e Nick, che sembrerebbero non aver nulla in comune e che invece condividono una certa qual passione per il teatro, ma soprattutto aborriscono entrambi l’idea di tornare a innamorarsi dopo delle esperienze negative.

Lei è una donna che in seguito a un brutto incidente che l’ha segnata nel profondo, nasconde la propria amarezza nel cercare di far ridere gli altri negli ospedali, i bambini in modo particolare perchè le piacciono tanto e nonostante un’apparente fragilità, è molto forte, mentre lui, ex attore teatrale, è talvolta cinico, egoista e scontroso. Non nego di non esser riuscita ad averlo molto in simpatia perchè spesso le sue riflessioni e la facilità con la quale esprimeva giudizi mi infastidivano, senza contare che in certi momenti, la sua rigidità dovuta ai suoi timori e insicurezze era snervante. Comunque si tratta di una storia appassionante e non banale perchè i personaggi appaiono realistici (nella loro imperfezione) e ben caratterizzati.

Gli spunti sono molto attuali e riflettono come viene vissuto l’amore in questa società in cui i tradimenti da parte delle persone delle quali ci fidiamo di più, sono all’ordine del giorno.

Il lessico dell’autrice è abbastanza buono grazie a un vocabolario alquanto ricco, solo che la narrazione talvolta mi è sembrata spezzata, dispersiva e non sempre fluida. Alcuni suoi dettagli e dilungamenti mi sembravano superflui, inoltre avrei preferito un ancor maggiore approfondimento proprio sul tema della clownterapia e meno su quello del teatro che invece occupa più spazio di quel che mi sarei aspettata, ma questa critica è basata solo su gusti personali.

In definitiva, si tratta di un romanzo piacevole, profondo e con qualche piccolo colpo di scena.

Il finale forse è un po’ prevedibile ma non avrebbe potuto essere diverso in fondo e la sensazione che lascia il rapporto che “Miley” instaura con il piccolo Nathan, è pura tenerezza.