Tu

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Roberto Incagnoli
Narrativa contemporanea
PubMe
19 Ottobre 2016
eBook \ Cartaceo
105

La crepa nell’anima di un bambino, provocata da un abbandono, è più forte di un brutto ricordo: lascia dei segni per sempre. Il piccolo Marco si ritrova a dover affrontare la vita con la maturità di un adulto nel corpo di bambino. La sua personalità da uomo maturo porta i segni indelebili del suo passato: difficoltà nel fidarsi delle persone, scarsa capacità di socializzazione, ansie e demoni da sconfiggere. Ma lui cerca in ogni modo di non trasformarli in alibi, non vuole perdere e lasciarsi scivolare addosso la vita, la vuole invece condurre, trasformare la debolezza in forza, disperatamente mosso dalla ricerca maniacale di obiettivi per raggiungere una felicità tuttavia sempre labile. Amore, lavoro e ambizione sono solo dei mezzi per percorrere questa corsa affannosa di cui non riesce a godere. Una inattesa e difficile scoperta sarà la svolta per una vera e concreta rinascita.

Un romanzo non troppo lungo che si legge tutto d’un fiato grazie alla sua narrazione fluida e ben curata nei dettagli, ma anche grazie alle tematiche attuali sulle quali è incentrato: l’abbandono genitoriale, il dissesto famigliare, la crescita difficile che forse sarà la causa della nevrosi del protagonista e della sua incapacità di fidarsi del mondo che lo circonda e di amare una donna in maniera sana, le malattie gravi e fatali e in ultimo viene anche toccato l’argomento dell’autismo. Tutto viene affrontato sempre in maniera molto realistica, ma anche delicata e toccante durante quei passaggi che richiedono una certa dose di pathos e sensibilità.

La trama che lascia il classico messaggio che siano le esperienze vissute nell’infanzia a forgiare la personalità e l’animo umano (e che nessun bambino che viva il trauma del divorzio dei suoi genitori per esempio, potrà scampare dal manifestare abbastanza presto o anche da adulto, atteggiamenti ricchi di nevrosi, di insicurezza e di frustrazione bisognosi in molti casi, di psicoterapia), ruota attorno al personaggio di Marco, segnato nel profondo dalla separazione dei genitori quando non era che un bambino. Egli, crescendo, svilupperà un attaccamento forse un po’ eccessivo alla madre che in realtà sembra essere l’unica costante o punto di riferimento nella sua vita, ma svilupperà anche una personalità complicata, diffidente, amareggiata, un tantino scorbutica e insoddisfatta sempre di tutto, come se fosse alla ricerca di un obiettivo che non riesce mai a raggiungere neppure quando si sposa con Cristina o quando conosce Chiara. Non riesce a mantenere solido alcun rapporto sentimentale infatti, nonostante non sia la capacità di amare a mancargli o a bloccarlo, ma la sua incapacità di trovare il giusto equilibrio interiore e uno stimolo per sconfiggere i suoi stessi demoni ed esorcizzare le sue psicosi – la sua paura ossessiva di aprire l’ultima lettera della moglie finisce con l’acquisire sfumature grottesche, trascinandosi per buona parte della trama e aumentando così anche la curiosità del lettore…

La storia, spesso costellata da riflessioni e momenti malinconici, a un certo punto prende una piega ancor più amara, in verità addirittura tragica, ma s’intinge anche di tenerezza quando Marco comprende finalmente come compensare il vuoto che sente da sempre dentro di sè e che gli ha impedito di sentirsi utile, realizzato e felice: accettare di prendersi cura di un bambino speciale, un bambino affetto da autismo che pur essendo figlio solo a sua moglie, diventerà il nuovo scopo della sua vita, la sua possibilità di riscatto da una serie di errori e soprattutto l’elemento che gli aprirà la mente, il cuore e l’anima scacciando finalmente ogni suo demone e ogni suo latente senso d’insoddisfazione e forse anche di solitudine. Scoprirà che la chiave di tutto è solo l’amore, quello incondizionato che si dona senza pretendere nulla in cambio.

La penna del signor Incagnoli è elegante, caratterizzata da un lessico maturo e non trascura nulla in questo suo romanzo poichè descrive con minuzia e diligenza ambienti, fatti, situazioni, sensazioni ed emozioni.

Suggestiva, accattivante ed emblematica si rivela poi la copertina che pur ispirata al contenuto preciso di una scena della storia, con l’immagine di una macchina giocattolo, evoca anche l’infanzia e la gioia impagabile che si prova nell’allevare e veder giocare e gioire un figlio, un bambino, che poi è anche il fulcro di una trama ispirata ad emozioni sentite e vere.

Un romanzo che merita certamente di essere letto.