Un Cuore per un Cuore (Once Upon a Steam Vol. 1)

Un Cuore per un Cuore (Once Upon a Steam Vol. 1) Book Cover Un Cuore per un Cuore (Once Upon a Steam Vol. 1)
Once Upon a Steam
Ornella Calcagnile
Fantasy
Dunwich Edizioni
11 Ottobre 2015
eBook \ Cartaceo
63

A Steamwood, nel piccolo regno di Enchanted Forest, Biancaneve e il suo principe hanno conseguito il tanto meritato lieto fine dando persino alla luce una bambina, riflesso della madre: Biancabrina.
Una felicità raggiunta a discapito però della “povera” Grimilde che, sopravvissuta, si è nascosta nella cittadina di Steamgrow e ha ordito una tremenda vendetta a danno della figliastra, lanciando nel momento più opportuno una maledizione sul regno, un sortilegio a cui, per sua sfortuna, Biancabrina è riuscita a sottrarsi.
Tra elementi della fiaba classica e quelli innovativi dello steampunk, una nuova improbabile principessa tenterà di riconquistare il regno che le spetta di diritto e apporre la parola fine sulla sua “nonnastra”. Nell’impresa non sarà sola, ma accompagnata dal fidato amico Dopey e i suoi mecha-nani.
Biancabrina riuscirà a guadagnarsi il lieto fine e portare a compimento la sua vendetta o sarà ostacolata dalle creature di Steamwood e dal Narratante, sommo signore di quelle terre?
Tra ferro e vapore, magie e pozioni, ottone e marchingegni, tutto ha inizio con… Once Upon a Steam.

Dopo averci trasportato nel magico e inquietante mondo delle sirene, questa volta Ornella Calcagnile ci trasporta nel mondo incantato di Biancaneve, ma dà vita a una versione che a metà strada tra rivisitazione della favola originale e suo sequel, rivela elementi dark e suggestivi sulla scia dello steampunk che la rendono un’opera molto accattivante.

Devo dire che attratta dal genere, dalle premesse e dalla sinossi, quando ho iniziato a leggere la storia, le mie aspettative erano molto alte e a lettura terminata, posso affermare che non siano state deluse minimamente. E’ stata una lettura che centrando in pieno i miei gusti sul genere fiabesco, è scorsa veloce e piacevole.

Non si tratta di un romanzo lungo, eppure l’autrice in meno di 70 pagine ha sviluppato una trama che non si rivela  superficiale o poco approfondita in nessun momento. Tutto viene descritto con cura attraverso un lessico elegante, maturo, piuttosto ricercato ed elaborato eppure assai fluido e gradevole che ricorda tanto quello delle antiche narrazioni e che non è mai appesantito da ridondanze e passaggi narrativi inutili e dispersivi.

Ornella Calcagnile come autrice a mio avviso è una vera perla del genere fantasy con cadenze verso il fiabesco perchè nei suoi libri, sa offrire descrizioni di ambienti, personaggi e costumi impeccabili che quasi ti sembra di vedere durante la lettura e ha uno stile narrativo ipnotico che davvero ti cattura e ti lascia sognare a occhi aperti trasportandoti in mondi fantastici in cui avverti in ogni pagina, l’odore o il sapore della magia.

La sua versione che riprende la favola di Biancaneve e ne dà un seguito, mi ha emozionata particolarmente perchè mi ha fatto pensare a quella che potrebbe essere la sceneggiatura idonea per un nuovo film di un regista che da tanti anni adoro: Tim Burton. La somiglianza di stile tra le creazioni del suddetto regista e questa storia è innegabile come anche il mix di toni dark, drammatici e malinconici, di ambienti bizzari, cupi eppure affascinanti e di creature fuori dalla realtà (come i nani di ferro) o di persone un po’ esule nell’anima che non si sentono parte della società nella quale si ritrovano a vivere (come la stessa protagonista e il suo unico amico Dopey)…

In questo caso, l’autrice in verità non si concentra affatto sulla figura di Biancaneve che ha un ruolo di fondo nella trama, ma si concentra sulla figura di sua figlia Biancabrina che ne è tutto l’opposto. Scorbutica, non molto femminile ed eccentrica di natura, è convinta di non esser capace di provare buoni sentimenti e può perfino apparire antipatica, eppure man mano che la lettura procede, si scopre che non è poi così insensibile e si finisce con l’affezionarsi a lei, al suo coraggio e al suo “grande cuore” che è disposta a cedere proprio per affetto e quindi si scopre che possiede una ben più profonda capacità di quel che lei stessa crede, di provare dei sentimenti. Il suo personaggio è davvero ben caratterizzato ed è quello che mi è piaciuto di più proprio per la sua originalità (non è la solita principessa dolce, leggiadra e magari dalla lacrima facile) e il suo essere e sentirsi diversa dalla società che la circonda. Il suo desiderio di libertà ed emancipazione unito al desiderio di riscatto perchè le viene comunque naturale aiutare il prossimo, fanno di lei una novella paladina che denota un’eccentrica simpatia in fondo.

Ma originale si rivela anche come l’autrice ha saputo caratterizzare tutto il resto. Dall’inseparabile amico di Biancabrina, Dopey (Cucciolo) l’unico dei sette nani che è riuscito a sopravvivere in tutti gli anni trascorsi e che all’improvviso, con una magia, si tramuta in un affascinante uomo che seppur sempre un po’ tonto, riesce finalmente a parlare (godibilissimi e anche divertenti talvolta i suoi dialoghi con Biancabrina) alla strega Grimilde o Ghotel alle prese con nuove idee e malefici.

Interessante è poi il parallelo tra il reame magico e naturale di Biancaneve e tra quello più progressista di Steamgrow, un regno fatto di vapori, metalli, strani ingranaggi e personaggi meccanici senza un cuore e senza un’anima che forse sottointende la differenza di natura tra Biancaneve e sua figlia e il loro modo di sentire le cose e la vita stessa.

La trama è molto ben delineata, non è affatto scontata poichè le sue dinamiche davvero non si riescono a prevedere o a immaginare e mescola con eleganza dramma, fantasia, sentimentalismo e un pizzico di tensione che mantiene viva l’attenzione del lettore.

L’epilogo è molto triste e rende la fiaba malinconica, eppure metaforica quasi come fosse una parabola e per quanto lasci con l’amaro in bocca, sorprende e tocca nel profondo nel suo tentativo di dimostrare che nessuno è veramente privo di sentimento, che in tutti in fondo c’è del buono e che la lotta tra le forze del bene e le forze del male, ha pur sempre un suo prezzo e qualcuno che deve sacrificarsi per amore degli altri.

Gradevole e simpatico inoltre il tributo alla fiaba di Rapunzel con l’emblematico personaggio di Prunella.

Una favola in definitiva deliziosa, allegorica, delicata e ricca di spunti interessanti e piuttosto innovativi.

 

stelle5